Comune di Falerone

Il centro romano di Falerio sorgeva nella valle del Tenna, alla sinistra del fiume in un comprensorio territoriale intensamente frequentato già in età preromana.  Citata da Plinio (N.h. III, 111) tra i centri della Regio V augustea, i suoi abitanti erano iscritti nella tribù Velina.


Numeri Utili:
Centralino 0734-710750
Fax 0734 - 710487

Sito/Mail:
www.comunefalerone.it

Uffici Informazione:
Piazza della Libertà
N° verde 800 25 55 25
Cell. 333 - 5816389

Cenni storici:
Il centro romano di Falerio sorgeva nella valle del Tenna, alla sinistra del fiume in un comprensorio territoriale intensamente frequentato già in età preromana.  Citata da Plinio (N.h. III, 111) tra i centri della Regio V augustea, i suoi abitanti erano iscritti nella tribù Velina. Le iscrizioni ne attestano lo status di colonia retta da un collegio di duoviri.  La città che venne monumentalizzata a partire dall’età augustea, fu un centro fiorente fino al IV sec. d.C. Con la crisi dell’impero iniziò la decadenza anche per Falerio e la città antica fu gradualmente abbandonata in favore dei colli circostanti che garantivano maggiore sicurezza.  Il territorio fu conquistato infine dai Longobardi (un’importante iscrizione dell’epoca è conservata presso il Museo Civico Archeologico).  Successivamente la cittadina venne spostata in collina e fu amministrata per secoli da vari signori a cominciare dal conte Mainardo (X sec.). E’ solo nel XIV sec. che si parla del Comune di Falerone; nel Cinquecento è tra i sostenitori degli Euffreducci nel tentativo di imporre una signoria su Fermo, ma senza successo.

Monumenti, chiese:

- Loggette dei Mercanti: pittoresco portico quattrocentesco a due ordini che accoglieva i pellegrini.
- Chiesa di San Fortunato, di origine romanica (XIII-XIV sec.) con portale rinascimentale. Al suo interno  è conservata una tavola di Vittore Crivelli raffigurante la “Madonna Adorante il Bambino, e due Angeli” (1479).
- Ex Chiesa di S. Sebastiano. Piccola pinacoteca che accoglie l’opera di Frà Marino Angeli raffigurante “Stimmate di San Francesco e San Michele Arcangelo” (XV sec.).
- Chiesa di Santa Margherita (XIII sec.)
- Chiesa di San Paolino, di origine longobarda, è realizzata con pietre di fiume e con materiale proveniente da edifici romani in rovina. Ha caratteri romano-gotici con torre quadrangolare ad uno spiovente.

Musei/Pinacoteche:
Indirizzo: Piazza della Libertà
Cell. 333 - 5816389
Sito/Mail: www.parcoarcheologico.it
Orari di apertura: Aprile - Ottobre: tutti i week end 10-12; 16-18; Maggio-Giugno-Luglio-Settembre: tutti i week end 10-12; 17-19; Agosto: tutti i giorni 10-12; 17-19; Dicembre-Gennaio: festività natalizie 10-12; 15-17

Altre attrattive da visitare:
Il parco archeologico comprende un percorso che consente di visitare i resti dei principali monumenti dell’antica città di Falerio. Il teatro, una delle strutture meglio conservate delle Marche, fu realizzato in età augustea. La cavea ha un diametro di circa 50 m ed era originariamente circondata da un portico anulare che sorreggeva il terzo ordine di gradinate, oggi scomparso. L’edificio scenico, separato dalla cavea da due aditi voltati, è costituito dal proscenio, articolato in nicchie semicircolari e rettangolari alternate e dal frontescena a profilo rettilineo su cui si aprono i tre ingressi canonici funzionali alle rappresentazioni teatrali.La cisterna detta “Bagni della Regina” è visibile lungo la Via del Pozzo. Si tratta di una struttura a pianta trapezoidale, divisa internamente in tre vani comunicanti, interpretabile come castellum aquae della città. Sulla fronte orientale dell’edificio, rivolta verso il cardo maximus, si aprono delle nicchie destinate originariamente ad ospitare statue decorative. Anche questa strutture è databile in età augustea.
Dell’anfiteatro sono attualmente visibili il settore nord-orientale del muro perimetrale, due vomitoria con copertura a volta e il monumentale ingresso orientale. La struttura, realizzata in opera laterizia è databile al I sec. d.C. e poteva ospitare circa 5000 spettatori.
Museo Archeologico. I reperti recuperati nel corso degli scavi archeologici che fin da ‘500 hanno interessato l’area della città romana di Falerio, sono confluiti in vari musei tra cui il Louvre di Parigi, i Musei Vaticani e il Museo Archeologico Nazionale di Ancona. La maggior parte di questi è però tuttora custodita nel Museo Civico Antiquarium di Falerone,  allestito nei locali dell’ex convento dei frati Francescani, adiacente la Chiesa di San Fortunato. Recentemente restaurato, lo spazio museale, suddiviso in sezioni tematiche, è stato allestito secondo criteri didattici volti a facilitare la visita e la comprensione dei materiali esposti.
Il visitatore compie quindi un percorso attraverso la storia del territorio: dalla frequentazione picena alla conquista romana con la fondazione della colonia di Falerio, fino al periodo di decadenza e dell’occupazione longobarda.

Tradizioni locali:
Enogastronomia:
- Olio extravergine di Oliva Falerio Picenus (olive prodotte dal Piantone di Falerone, ulivo che assume forte tipicità nel territorio faleriense e dei comuni limitrofi)
- Lu serpe: (tradizionale dolce natalizio preparato sin dal XVII secolo dalle Suore Clarisse)
- Prosciutto marchigiano
- Vini d.o.c.: Rosso Piceno e Bianco Falerio ottenuti dalle uve delle colline faleronesi