Descrizione

Cenni storici:
Il nome Servigliano ha origine da un prediale. Si fa risalire a Publio Servilio Rullo, tribuno di Gneo Pompeo il Grande, il quale possedeva terreni proprio qui: Servilianus, proprietà di Servilius. Il primo stanziamento romano risale alla metà del I secolo a. C. Le fonti archeologiche finora rinvenute consistono in tessere pavimentali, resti di una villa tardo repubblicana in marmo e pietra e un’iscrizione dove viene menzionato l'ager servilianus, cioè le terre e i poderi di proprietà della gens servilia. La romanizzazione in questi territori si conclude tra il 31 e il 29 a. C. da parte di Ottaviano ( il futuro Imperatore Augusto). Databili a questi momenti i resti in opus coementicium visibili ancora lungo il tratto di strada provinciale Matenana, che conduce alla frazione di Curetta. Durante il Medioevo, quando l'intero territorio regionale è interessato dal fenomeno dell'incastellamento, e la fondazione di castelli avviene ad altitudini maggiori rispetto ai precedenti stanziamenti, anche la gente di Servigliano è interessata dal fenomeno e si sposta in posizione elevata rispetto agli antichi stanziamenti romani e all'attuale incasato di tardo settecento. Questa zona resta un latifondo fino ad età longobarda e, in seguito, gran parte di essa resterà disabitata e incolta fino al 774, cioè fino alla sconfitta di Carlo Magno e la conseguente cessione di terre. La zona fu allora inglobata dai monaci dell'Abbazia di Farfa ( un’importante Abbazia farfense è fondata dall'abate Pietro I presso la vicina Santa Vittoria). Nel 1035, il vescovo di Fermo concede ai figli del Conte Mainardo di Sigfrido, già in questo territorio dall'Alto Medioevo, diversi terreni, inclusi quelli in questione. Intanto il castello di Servigliano era già ben organizzato presso l'attuale frazione di Curetta già prima dell’anno mille e i serviglianesi rimasero qui stanziati per circa settecento anni. Sul legame tra questo castrum e Fermo rimangono documenti, che ne testimoniano lo stretto rapporto e la fedeltà che la popolazione rinnovava periodicamente al Vescovo della città. Oggi, le sole tracce ancora visibili dell'antica struttura architettonica di Servigliano sono alcuni brevi tratti della cinta muraria medievale. L’attuale zona abitata era frazionata tra diversi nobili e la parte conosciuta come San Gualtiero veniva ceduta nel 1450 al castello di Servigliano dall’Abate di Farfa (dal 1969 giochi medievali e un avvincente torneo cavalleresco rievocano le atmosfere del tardo medioevo per ricordare il generoso dono fatto alla comunità dall’Abbazia farfense). A partire dal XIV secolo, il sito dell'attuale centro storico diventa il luogo di una fiera di grande richiamo per i mercanti provenienti dalle parti più svariate dell’attuale regione Marche nei mesi di marzo, agosto e settembre. Nel XVIII secolo la collina del medievale castello di Servigliano comincia a franare in maniera inarrestabile a causa delle infiltrazioni di acqua nel terreno eccessivamente disboscato. Comincia così un lungo carteggio tra la comunità di Servigliano e il governo pontificio per riedificare il castello in un altro luogo, lontano dai pericoli. L'esodo degli abitanti inizia sin dal 1758, ma solo nel 1771 un chirografo papale da l'autorizzazione alla popolazione di spostarsi. Due anni prima, l' Arch. Antonio Bracci viene inviato per analizzare la zona e lo stesso designa la zona dell'antica fiera, il piano di Santa Maria, come luogo ideale per la fondazione del nuovo abitato. Ci si spostava dunque in pianura, a circa quattro km dal castrum medievale, in un luogo dove lo stesso Arch. Bracci definisce e disegna quello che è ancora oggi l'impianto urbanistico di Servigliano. La sua fondazione settecentesca si basa su una geometria elementare e razionale, un rettangolo elaborato sui modelli delle città ideali del '500 e ancora prima sui modelli degli antichi castrum romani con l'incrocio tra il cardo e il decumano, che vanno dalle attuali Porta Marina a Porta Navarra e da Porta Santo Spirito fino alla Collegiata di San Marco. Il nome diviene, (solo per alcuni anni) Castel Clementino, in onore del papa che ne aveva permesso la rifondazione. Molti dei materiali utilizzati per la costruzione del nuovo centro provengono dagli antichi edifici che vennero abbandonati e smantellati.

Monumenti, chiese:
- Chiesa di Santa Maria del Piano si trova esternamente al perimetro urbano e preesisteva alla fondazione di Castel Clementino. L'edifio è costruito su precedenti stutture abitative di età romana e ha subito, in età medievale e post-medievale rimaneggiamenti, ricostruzioni e accorpamenti che lo hanno, nei secoli successivi, profondamente trasformato da piccola Pieve a grande struttura di tipo conventuale. L’edificio originario, un piccolo oratorio, venne costruito prima della metà del XV sec.. Nel 1746 iniziarono i lavori di ampliamento e l’edificio fu costruito nella forma attuale, composto da una navata con sette altari; la chiesa fu portata a termine nel 1788. Convento dei Frati Minori Osservanti è un edificio a due piani con chiostro, situato vicino al fiume Tenna, lungo la strada che da Fermo conduce ad Amandola. La sua costruzione venne completata nella prima metà del XVII sec.. Nel 1866, con l'abbandono da parte dei Frati Minori Osservanti, vi è un radicale cambiamento di destinazione d'uso della struttura: il Comune lo destina in scuola prima, e in ospedale e caserma dei carabinieri poi.
- Collegiata di San Marco, fu realizzata dall’architetto Luigi Paglialunga di Fermo. E’ a navata unica con cappelle laterali. Al posto delle navate laterali ci sono la Sagrestia, il Cimitero, l’abitazione del Parroco ed alcune case di abitazione privata. Nell’ottobre del 1779 vi furono trasferite le reliquie dei corpi di San Servigliano Martire e di San Gualtiero Abate dal vecchio Servigliano. All’interno si trova un quadro, dipinto da Alessandro Ricci nel 1779, che rappresenta sullo sfondo la nuova città di Castel Clementino.
- Palazzo del Municipio è un edificio a due piani a pianta quadrata con fronte porticato sulla piazza e cortile interno anch’esso porticato. Per la costruzione del palazzo, terminata nel marzo del 1789, fu impiegato materiale ricavato dalla demolizione della torre di Servigliano vecchio.

Altre attrattive da visitare:
- Parco della Pace: ex campo dei prigionieri delle due guerre

Tradizioni locali:
Enogastronomia: olio, vino, salumi
Curiosità e aneddoti: Il paese è suddiviso in Rioni che ad agosto si scontrano nel Torneo Cavalleresco

 

Notizie

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Mancano pochi giorni per il via della tappa fermana della Tirreno Adriatico. Quella di domenica 12 marzo è una tappa significativa per il in cui i ciclisti si troveranno ad affrontare i famosi “muri”, ben 7 prima dell’arrivo al Girfalco di Fermo, un percorso di salite e discese  che interesserà buona parte dei comuni sul versante del Tenna.

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Inizia il conto alla rovescia per l’appuntamento con il Festival che propone tutte le sfaccettature del benessere e del buon vivere. Nei giorni 4, 5, 6 Marzo 2017, si svolgerà a Fermo, nelle Marche, presso il centro Convegni Fermo Forum la 25° edizione di Tipicità 2017.

FermHamente - Festival delle Scienza

FermHAmente è un Festival della scienza che ha la finalità di far conoscere come funzionano le cose di ogni giorno, per di diffondere la cultura scientifica in maniera rigorosa e parimenti appetibile anche ai non esperti.

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Tartufo

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Prodotti tipici - Km 10.42

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