Monte Urano
Piazza della Libertà, 1
Monte Urano ()
Italia
0734.84871
0734.848730
Descrizione

"… Il fresco della collina a 2 passi dal mare"

Cenni storici:
La storia di Monte Urano corre successivamente parallela a quella del centro maggiore (Citta’ di Fermo) da cui dipendeva, dopo alterne vicende, Fermo infine acquisterà in enfiteusi Monte Urano, assieme ad altri castelli, dal capitolo metropolitano.
Con l’intervento del Cardinale Albornoz teso a riportare sotto il controllo della Santa Sede il suo territorio, riorganizzando lo Stato della Chiesa, anche Monte Urano, assieme ai castelli dipendenti da Fermo, fu convocato a prestare giuramento di fedeltà.
Negli statuti di Fermo i vari castelli furono divisi, secondo le capacità contributive, in Maiores, Mediocres, Minores: tra quest’ultimi era annoverato anche Monte Urano.
Nei secoli successivi l’antico abitato si è esteso con l’ampliamento dei borghi connessi alle tre chiese esterne al perimetro della cinta muraria e uniti all’originario nucleo del castello nel secolo scorso: essendo ormai dimensionalmente insufficiente l’antica chiesa parrocchiale, si decise la riedificazione della chiesa di San Michele Arcangelo, elaborata su disegno dell’architetto Giovan Battista Carducci e modificata dal celebre architetto Giuseppe Sacconi, al quale fu affidato il proseguimento dei lavori. La nuova chiesa e la piazza antistante, attuale centro della città, determinarono il raccordo con il vecchio nucleo castellano al quale è possibile accedere, su questo lato, dalla Porta Nova (XVIII secolo).
A partire dal Cinquecento dai centri urbani, castelli o liberi comuni, si avviò il processo di appoderamento nel territorio ponendo le basi dell’attività agricola mezzadrile, che si è mantenuta come principale risorsa sino a parte dell’attuale secolo.
Sin dal Settecento, oltre l’agricoltura, si imposero a Monte Urano come attività principali la raccolta delle fecce di vino, associata alla nascita di una fabbrica di cremor tartaro, e la raccolta degli stracci, che venivano venduti dai grossisti alle principali cartiere marchigiane o dell’Italia Settentrionale, nonché ai maceri di Prato. Dalla cittadina toscana si rifornivano anche di materie prime da utilizzare nell’attività calzaturiera, il cui sviluppo ha reso Monte Urano uno dei maggiori centri produttori dell’intero piceno.

L’origine del nome:
Secondo alcuni studiosi l'origine del nome di MONTE URANO deriva dalla mitologia greco-romana dove il personaggio mitologico Dio-Urano, personificazione del cielo feconda la terra, Gea, per mezzo della pioggia. Secondo altri studiosi l'origine del nome MONTERIANO e MONTERONE cosi veniva chiamato MONTE URANO nei secoli scorsi, derivi dalla combinazione di due vocaboli uno latino e l'altro greco: MONS THERION ( monte con animali selvatici) in quanto la parola "tero" significa "bestia", luogo quindi dove si offrivano sacrifici con immolazione di tori alle divinita'.

Presentazione:
Monte Urano e’ una piacevole cittadina adagiata tra le verdi e riposanti colline marchigiane, a dieci minuti dal mare Adriatico ed a pochi Km. dai magici Monti Sibillini.
Monte Urano, dopo la sua centenaria storia, che lo ha visto protagonista assieme ed unito alla citta’ di Fermo, oggi e’ un produttivo paese di 8.500 abitanti, che si estende su un territorio di appena 16,5 Kmq. A chi lo visita, Monte Urano offre una realta’ produttiva in continua espansione (numerosi infatti sono i suoi spacci aziendali di calzature), una tipica ed ottima gastronomia locale (che ripercorre il tragitto della migliore cucina marchigiana). unitamente ad un clima sereno e piacevole.
Da non dimenticare, i caratteristici scorci medievali del paese, tipici di ogni agglomerato urbano dell’entroterra marchigiano.
Di particolare interesse la Chiesa di San Michele Arcangelo (1860 - 1877) su progetto degli Architetti Giovan Battista Carducci e Giuseppe Sacconi.
Tra le manifestazioni culturali e turistiche spicca il “Mercatino della Calzatura dei produttori monturanesi”, tutti i venerdi di luglio ed i primi due venerdi di agosto nel centro storico del paese, la festa al parco fluviale Alex Langer il 25 aprile, ed oltre ad una ricca serie di eventi rigorosamente svolti in spazi all’aperto durante l’Estate Monturanese, l’interessante cartellone culturale (cinema d’essai, teatro, musica) della stagione di spettacolo al cine teatro comunale Arlecchino da ottobre a maggio di ogni anno.

Sulla storia della calzatura:
Le prime testimonianze relative alla fabbricazione di pantofole nel territorio monturanese, rimontano agli anni Venti-Trenta del 1800. Un’indagine del 1808 del Ministero dell’interno del Regno Italico, rivela l’esistenza a Monte Urano di “fabbriche di calzolai”.
In un “registro degli atti di morte” di Monte Urano del 1815 compaiono poi molto spesso calzolai tra i testimoni.
Tra le scarse e frammentate testimonianze raccolte nelle Marche dal Comitato d’inchiesta industriale, nel 1872, figura la deposizione dell’ing. Giovan Battista Carducci di Fermo sulla produzione delle pantofole. Secondo la nota presentata in quell’occasione, a Monte Urano si producono 30.000 paia di pianelle (la relazione evidenzia che “tutte le industrie sono in aumento”) . A partire dagli anni Settanta la diffusione della macchina a pedale per cucire le tomaie segna il progressivo e massiccio inserimento della donna nell’attività produttiva. Il lavoro femminile, finora limitato all’intreccio e rifinitura delle tomaie, si amplia e diventa esclusivo compito della donna l’orlatura delle tomaie; ciò consente un aumento della produzione, una diminuzione dei costi, in quanto il salario delle donne è inferiore a quello degli uomini, nonché un ampliamento nella varietà degli articoli.
Ai primi del Novecento la manifattura calzaturiera ha raggiunto un deciso rilievo nell’economia monturanese e si affianca alla tradizionale attività di raccolta, selezione e vendita degli stracci e delle fecce. Gli “stracciaroli” di Monte Urano sono attivi a cavallo delle province di Ascoli Piceno e Macerata. Le merci oggetto dei loro traffici sono reperite sia presso abitazioni private sia all’interno delle poche “industrie” del tempo. In questo periodo si ha sicuramente una osmosi tra raccolta degli stracci e attività calzaturiera. Gli stracci di minor pregio vengono ceduti agli industriali di Prato, in cambio di cartone pesante e scarti del cuoio, quelli “più nobili” sono adoperati nella calzoleria locale; vi si realizzano pantofole e scarpe leggere, spesso dotate di un sottile trapunto centrale che unisce la sezione destra e sinistra della tomaia.
La soluzione per uscire dalla depressione dei primi anni 900 viene unanimemente individuata nell’apertura di fabbriche meccanizzate, che giungeranno anche a Monte Urano dopo il 1910.
Intanto nel corso del primo conflitto mondiale l’intero apparato produttivo italiano viene sottoposto ad un imponente sforzo nella logica di dover produrre tutto ciò che è necessario alla guerra, ripercuotendosi in parte positivamente sull’economia calzaturiera del territorio monturanese. La riorganizzazione e la parziale meccanizzazione del settore, soprattutto nel periodo tra le due guerre, spetta, spesso, ad ex-lavoranti esperti.
Il primo imprenditore monturanese che meccanizza il proprio calzaturificio è Alfredo Berdini.
Nel periodo tra le due guerre i calzolai monturanesi non si sono ancora specializzati nella fabbricazione di calzature da bambino, ciò avverrà all’inizio degli anni Cinquanta. Gli artigiani realizzano pianelle, ciabatte e scarpe di tela; gli imprenditori che dispongono di macchinari producono scarpe da uomo che sono le più apprezzate.
Con il secondo conflitto mondiale Il Ministero distribuisce un’enorme quantità di ordinativi di calzature e questa volta tutte le regioni sono beneficiarie delle commesse statali.
La fine del conflitto segna un momento di svolta nella calzoleria, sebbene l’agricoltura costituisca ancora il settore con la più alta percentuale di popolazione attiva, nella nostra Regione, l’attrazione per la fabbrica e la voglia di mettersi in proprio crescono vertiginosamente. La ricerca di un reddito più sicuro e probabilmente superiore a quello agricolo si concretizza, spesso, nel passaggio da contadino o mezzadro a operaio e poi, a volte, dopo non molti anni, ad imprenditore. Anche Monte Urano risente positivamente di questo nuovo fervore economico, “in ogni abitazione”, si apre un’attività legata al settore calzaturiero.
I calzaturieri locali, proprio nel decennio 1951-1961, incentrano, quasi esclusivamente, la loro produzione nella realizzazione di scarpe da bambino e ragazzo; i motivi che spingono gli “industriali” monturanesi a scegliere questo segmento di mercato sono sostanzialmente due: la relativa facilità con la quale si possono realizzare calzature da bambino e la scarsa concorrenza presente sul mercato; La crescita economica del paese è rapidissima: “una casa, una bottega artigianale” e’ lo slogan di quegli anni, gli artigiani infatti meccanizzano rapidamente i loro laboratori, che nel breve volgere di qualche anno si trasformano in “moderni calzaturifici”; altre attività sono aperte, ex novo, da ex operai del settore che sfruttano il trend positivo per mettersi in proprio.
Monte Urano e’ oggi uno tra i maggiori Comuni d’Italia per produttivita’ e sviluppo economico. Esso si presenta come una delle piu’ grandi concentrazioni dell’industria calzaturiera italiana. Negli ultimi anni, ha diversificato notevolmente la sua produzione calzaturiera, occupando (oltre al 15% del settore produttivo mondiale della calzatura da bambino), anche importanti quote di mercato nel settore delle calzature da uomo e da donna.
Le imprese monturanesi hanno raggiunto in questi ultimi anni, un’elevatissimo grado d’industrializzazione anche con i piu’ sofisticati mezzi di natura informatica. Esse godono ormai di un prestigio internazionale per l’elevata qualita’, il confort, il design. La produzione esportata nei vari Paesi d’Europa e del mondo, viene venduta con i marchi delle commerciali piu’ importanti e pubblicizzate.
Con i suoi 70 ettari di estensione la zona industriale di Monte Urano chiamata zona “CAM” (dall’originario Consorzio Artigiani Monturanesi) e’ sicuramente un punto di riferimento per l’economia della zona e d’orgoglio per tutti i monturanesi. Una magnifica prova di maturita’ dell’imprenditoria locale. L’area che ospita le piu’ grandi industrie calzaturiere ed industriali di Monte Urano, e’ dotata di infrastrutture di qualita’ con ampi spazi verdi ed una comodissima viabilita’.
Da qualche anno, nei mesi di luglio ed agosto Monte Urano ospita il “mercatino della calzatura dei produttori monturanesi”, una occasione per i molti turisti che frequentano le zone litoranee del fermano, sia per acquistare “a prezzi di fabbrica”, le “rinomate” calzature prodotte a Monte Urano, e sia per conoscere “il paese”, la sua storia architettonica ed i suoi beni artistici.

Da Vedere e Visitare:
- Chiesa di San Michele Arcangelo (1897) costruita su progetto di Giovan Battista Carducci e Giuseppe Sacconi.
- Chiesa di San Rocco ( XVI sec.)
- Chiesa di San Giovanni Battista ( XVII sec.)
- Chiesa di Santa Maria Apparente ( XIV sec.)
- Chiesa di Sant’Isidoro (XIV sec.) momentaneamente chiusa per restauro.
- Crocefisso ligneo, Madonna del Rosario di L.Fontana (Chiesa di S.Michele Arcangelo).
n. tre dipinti della meta’ del 700 (Chiesa di San Rocco)
- Affresco della “Madonna delle nevi” (Chiesa di S.Isidoro, attualmente chiusa per restauro)
- Dipinti ad olio del pittore Ludovico Spagnolini, (1858/1943) esposti permanentemente nella sala Consiliare del Palazzo comunale.
- Piazza della Liberta’, progetto di Giovan Battista Carducci.
- Nucleo dell’antico castello medioevale ( XII-XIII sec.), con la Torre Civica, Il Baluardo, la Porta nova, piazza Marconi, piazza Cortile, Piazza Leopardi.
- La fontana pubblica (XIX sec.)
- L’orologio Pubblico (situato nella sommita della porta nova) ancora funzionante e completamente manuale. (sec. XIX)
- Parco Fluviale “Alex Langer” , traversa della S.P. Faleriense.

Le manifestazioni ricreativo-culturali:
Febbraio: Carnevale Monturanese. Tradizionale sfilata e grande festa dei nove quartieri cittadini.
marzo/maggio: E’ Primavera. Manifestazioni ricreative e culturali sotto il segno della solidarieta’, della crescita culturale, della tutela dell’ambiente. Da non perdere la tradizionale “festa al parco fluviale Alex Langer”, che si tiene il 25 aprile di ogni anno.
giugno/settembre: Estate monturanese . Ricco contenitore ricreativo culturale con spettacoli teatrali, musicali, cinematografici, feste di quartiere, mostre d’arte ecc. ecc. che allietano le varie serate della stagione estiva con eventi culturali e di aggregazione sociale.
luglio/agosto: Mercatino della calzatura dei produttori monturanesi. Numerose aziende monturanesi e del fermano mettono in vendita (a prezzi di fabbrica) la migliore produzione calzaturiera locale. Tutti i venerdi di luglio ed i primi due venerdi di agosto dalle ore 20,00 alle ore 24,00 in piazza della Liberta’. Il Mercatino prevede anche momenti di spettacolo teatrale, musicale, artistico e di ristoro con i suoi numerosi e gustosi punti gastronomici”.
ottobre/maggio: Stagione di cinema d’essai e Stagione teatrale e musicale al cine-teatro comunale “Arlecchino”.
novembre/gennaio: Il Natale … la storia più bella. Manifestazioni artistiche, musicali, decorative, ricreative e solidali, per una festa di Natale da non dimenticare.

Il Parco Fluviale “Alex Langer”
Il Comune di Monte Urano, grazie alle proprie risorse economiche ed ai finanziamenti regionali, ha inaugurato lungo la sponda sinistra del fiume tenna (in un tratto di sua competenza territoriale) il 28 marzo 1998 il Parco Fluviale lungo tenna. I lavori di sistemazione dell’area fluviale, con la ripiantumazione delle varie specie autoctone e’ durato circa un biennio.
La cerimonia d’intitolazione del parco ad Alexander Langer e’ avvenuta il 25 aprile 1999. L’intitolazione del Parco ad “Alex Langer” (Vipiteno 1946, Firenze 1995) si spiega come un doveroso omaggio ad una delle personalita’ politiche e della societa’ civile tra le piu’ impegnate verso la tutela dell’ambiente, della pace e della fraternita’ tra i popoli. “Piu’ lenti, piu’ dolci, piu’ profondi” era il suo slogan, coniato contro la barbarie del massimo profitto, contro un’etica ed un modo di essere e pensare che dimentica chi e’ “rimasto indietro”. Si e’ trattato di intitolare uno “spazio verde”, libero a tutti, come il parco fluviale ad una persona che non creava spazi con steccati e barriere, ma spazi liberi dove la comprensione, il dialogo, il rispetto delle idee, trovavano il proprio habitat naturale.
Il Comune di Monte Urano, il 25 aprile di ogni anno, (in occasione della festa della liberazione) organizza con l’ausilio di alcune Associazioni locali, una “grande festa al parco fluviale” con una serie di iniziative ricreative e culturali: “chitarra in musica, canzoni della tradizione popolare, percorso natura, la sagra del silenzio, pittori in erba”. Si tratta di un pomeriggio, aperto a tutti, per ritrovarsi, scoprire il lungo fiume, la sua vegetazione, fare un pic-nic, chiacchierare per il semplice piacere di stare insieme. Il parco accoglie da marzo ad ottobre decine e decine di visitatori ogni giorno dei paesi limitrofi, offrendo loro un modo diverso di “passare il tempo”, rivalutando quell’ambiente naturale e solidale che da’ la forza di andare ogni giorno avanti, guardando anche chi e’ rimasto indietro, e se occorre, fermarsi ad aspettarlo.
Il parco e’ poi visitato ed utilizzato quotidianamente da appassionati sportivi che utilizzano il suo “percorso vita” per tenersi in forma, lontano dallo smog delle auto e dai rumori cittadini, il parco ospita classi intere delle locali scuole dei Comuni limitrofi, per avere una “prima conoscenza” di un ambiente naturale e fluviale. Ospita inoltre nei giorni di festa, famiglie intere per lunghe passeggiate, anche in bici, spuntini e pic-nic all’aria aperta.
Con i suoi circa 1.000 metri di lungezza e 100 di larghezza, con possibilita’ diretta e semplice di arrivare alla sponda del fiume tenna, con la sua ricca e tipica vegetazione fluviale, il parco “Alex Langer”, situato lungo la strada provinciale faleriense, a cinque minuti di auto dal centro storico di Monte Urano, rappresenta un sicuro “punto di approdo” per tutti coloro che nel caos della vita quotidiana, non vogliono perdere quel seppur minimo contatto con la natura, che testimonia le origini del nostro modo di essere e della nostra cultura.

Una particolarità: L'orologio pubblico
"Mundura' sta sopre u'mmonde
de qqua dde lla' du' bbelle fonde;
ll'Orologiu a la frangese:
'n'accidende, che ppaese!"

Chissa' cosa avra' avuto in mente l'autore (certamente non locale) della strofa popolare che ancora oggi i monturanesi, almeno quelli del centro, conoscono e tramandano - Ed e' singolare che altrove venga chiamato all'italiana quello che qui, almeno anticamente, era vissuto e definito con termini esotici.
L'orologio di fine Ottocento con meccanismo manuale funziona perfettamente ancora oggi e giorno dopo giorno scandisce il tempo dei cittadini del centro storico, il suo regolare funzionamento avviene grazie alle quotidiane cure di un cittadino monturanese che, dietro ad un simbolico compenso, ogni sera, salendo le ripide ed anguste scale della torre, ne carica a mano il delicato meccanismo.
L'orologio e' posto nella struttura della PORTA NOVA , edificata nel corso del 1700 che unisce la nuova piazza con l'antico nucleo del castello.
L'orologio, che batte tutti i quarti d'ora ed e' in grado di evidenziare con rintocchi piu' elaborati alcuni orari particolari, come il mezzogiorno, conserva al paese quello che gli abitanti delle citta' hanno perso: un segnale, un suono simbolico ed unificante che tutta la comunita' puo' udire.

A MUNTURA'
Eppure stu paese do so natu
Che tante ote lu so' malidittu
Me da l'impressio' che scia ffatatu
Lontano me ce sento tuttu affrittu

Appena me ciuturu verso l'Eta
O verso Tenna o Porto San Lupijo
Comme sogna lo pa' chi sta a dieta
Cusci lu sogno e quasi me lu mmijo.

Non ci sta cosa eppure ci sta tutto
Venche' ce troo chi non me po' vede'
Odi , rancori, offese, in aria vutto
E' sempre Patria mia; je vojo ve'.

CARLO CONTENTI
Carlo Contenti, poeta dialettale (Concarlo), nacque a Monte Urano il 5.11.1898, trasferito a Lecce nel 1927, mori nel 1968.

JO' SSOTTA LE PIANTINE
'Na sera 'stu jenna' a so' scappatu
a ffa' 'na passeggiata dopo cena;
li pe' va suli, e do' me so' stroatu?
Do' me putia porta' la panza piena?

Per ogni cittadinu natu ecco
'stu postu rappresenta u' mmonno intero:
qua li ricordi mae te rmane a secco,
te sente probbio a casa per daero!

Chi po' penza' a discorsi co' la luna
fatti da sulu o in dorge compagnia,
chi rva a li jochi, chi a la vicicretta.

Cia' sempre le piantine che lu 'spetta
pure chi da tant'anni e' jitu via:
penzemece, chi c'emo 'ssa furtuna!

RAFFAELE CICCALENI

 

Notizie

“Rubens e altri capolavori a Fermo nella chiesa di San Filippo”

La Chiesa San Filippo Neri riapre come spazio espositivo in occasione della mostra “Rubens e altri capolavori a Fermo nella chiesa di San Filippo”.

Tutti i giorni dal 30 luglio al 5 novembre.

 

 

Veregra Street Festival 2017

Dal 16 al 24 giugno torna Veregra Street Festival, festival internazionale di arte e cibo di strada.

Fermo sui libri 2017

Protagonisti saranno sette grandi personalità della letteratura, della televisione e della saggistica odierna, che hanno indagato, ognuna a modo suo, l’ontologia e la fenomenologia del viaggio.

Prodotti tipici
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Prodotti tipici - Km 6.591
Amandovolo

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Vino cotto

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